Attraverso un finto Caf il sodalizio, secondo i pm, preparava l'ingresso in Italia di migliaia di stranieri irregolari. La denuncia del premier Meloni l'estate scorsa all'Antimafia sugli abusi del decreto Flussi
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La denuncia del premier Giorgia Meloni di qualche mese fa («il click day in Campania e al Sud maschera ingressi clandestini») trova l’ennesima conferma nell’inchiesta della Procura di Livorno, che ha arrestato cinque persone per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.Sono stati i carabinieri del Comando provinciale di Livorno, a eseguire tra le province di Napoli e Grosseto l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari del gip del Tribunale di Livorno per cittadini del Napoletano considerati responsabili secondo la Procura anche di sostituzione di persona e falsità materiale commessa da privato.Un anno fa circa i tecnici dell’Arma avevano intercettato modalità insolite di accesso al portale del click day previsto dal decreto Flussi per la regolarizzazione di lavoratori stagionali. Da lì si è scoperta l’esistenza di una sorta di Caf abusivo specializzato nella predisposizione di migliaia di domande di ingresso in Italia di presunti lavoratori extracomunitari, con falsi documenti riconducibili a ignari legali rappresentanti di centinaia di aziende (una ventina quelle livornesi). Una successiva perquisizione ha permesso di scoprire pc, cellulari smartphone e dispositivi di archiviazione digitale, timbri clonati di Amministrazioni Comunali e professionisti, centinaia di documenti di identità falsi e digitalizzati e corposi faldoni con decine di migliaia di false richieste di assunzione, immediatamente bloccate sul nascere, che avrebbero portato alla regolarizzazione solo formale di migliaia di stranieri.







