Il clima sta presentando il conto, economico e sociale. Le ondate di calore, le alluvioni e la siccità non sono più bollettini meteorologici passeggeri, ma un rischio sistemico strutturale capace di erodere la ricchezza nazionale. La risposta italiana passa per una rete di protezione finanziaria acerba, che necessita di una accelerazione immediata. A lanciare l’allarme è il direttore generale della Banca d’Italia e presidente dell’Ivass, Paolo Angelini, durante l’assemblea dell’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (Ania). La sua richiesta al settore è netta e non ammette repliche. «Permettetemi in questo ambito di rivolgere un accorato appello per una collaborazione fattiva per riuscire a mettere in campo il preventivatore entro la fine dell’anno». L’ondata di calore delle ultime settimane è la prova che la mitigazione, come lascia intendere Angelini, è necessaria. Tanto in Italia quanto in Europa. L’urgenza delle parole del vertice Ivass trova riscontro nei numeri esposti dall’Ania. Il bollettino intitolato “Un’Italia protetta è più forte e competitiva” fotografa un paradosso geografico e finanziario insostenibile per la terza economia continentale. «Nonostante l’elevata esposizione del territorio, la diffusione delle coperture catastrofali dedicate alle abitazioni resta molto bassa e pari a solo il 7%», rileva l’Ania. Il quadro peggiora sotto il profilo idrogeologico, in quanto «circa il 40% delle abitazioni si trova in zone sismiche e quasi il 95% dei comuni è soggetto a frane, alluvioni o erosione costiera». Di fronte a questa vulnerabilità palese, il governo promette un’azione strutturale a supporto dei cittadini. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenuto all’assemblea, garantisce che l’esecutivo è pronto a sostenere le famiglie in questo delicato processo di adattamento al nuovo scenario. Il titolare del Tesoro ribadisce che sui rischi estremi «bisogna diffondere l’importanza della protezione anche alle famiglie» e rassicura la platea aggiungendo che «il governo è pronto a sostenere questo processo anche attraverso il sistema di riassicurazione di Sace». Questa leva statale, secondo i bene informati, appare essenziale per calmierare i prezzi dei premi e diffondere la cultura della protezione su larga scala. La necessità di una diga assicurativa solida deriva dalla metamorfosi del paradigma economico. Le anomalie termiche dettano la linea della macroeconomia globale e innescano una spirale sui listini al consumo. Come fa notare Carsten Brzeski, responsabile macro globale di Ing, «in realtà, la scomoda verità è che le ondate di calore sono passate in silenzio da evento meteorologico a variabile macro». Il conto calcolato da Allianz Trade per i danni da canicola fissa a 147 miliardi di euro il costo per l'Italia da qui al 2030, in un contesto europeo dove le quattro principali economie rischiano di bruciare 640 miliardi. La Banca centrale europea, in collaborazione con l’Università di Mannheim, ha misurato i danni dell'estate 2025 e ha certificato che «l’economia europea ha perso circa lo 0,3% della produzione». Brzeski avverte che la distruzione di valore toccherà lo 0,8% entro il 2029 a causa della perdita di produttività e delle interruzioni nella catena di approvvigionamento. I modelli di Francoforte indicano che la morsa termica e la siccità possono spingere al rialzo l'inflazione alimentare fino a 0,9 punti percentuali.
Banca d’Italia chiede più azione contro il clima estremo: senza soluzioni a rischio l’economia
Le calamità naturali diventano un rischio sistemico da miliardi di euro, ma in Italia la copertura delle case resta ferma al 7%. L’allarme di Angelini (Ivass) …













