Il governo dichiari lo stato di emergenza nazionale per la crisi climatica. Non possiamo più considerare normali ondate di calore estremo, tornado e fenomeni meteorologici sempre più violenti, che provocano danni enormi all’agricoltura, mettono a rischio la salute delle persone e causano perdite economiche sempre più pesanti.
Non siamo di fronte a semplici emergenze meteo: questa è la crisi climatica ed è ormai una vera questione di sicurezza nazionale. I dati parlano chiaro: in Italia la temperatura media è già aumentata di oltre 2,5 gradi rispetto all’era preindustriale, più della media globale. Il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato nel nostro Paese e il 2026 rischia di battere questo record.
Eppure la destra continua a rincorrere il negazionismo climatico e ad alimentare l’ennesima, ridicola polemica sul condizionatore di destra o di sinistra, invece di affrontare le vere priorità, che sono l’aumento della desertificazione, la siccità, gli incendi e i danni provocati da eventi meteorologici estremi, come i tornado. Servono un grande piano di adattamento climatico, città più fresche e vivibili, più verde urbano, meno consumo di suolo, investimenti nelle energie rinnovabili e misure di protezione per anziani e persone fragili. La propaganda non abbassa le temperature: servono scelte politiche, perché la crisi climatica non aspetta i tempi della propaganda.











