La Corte d’Assise d’Appello ha pronunciato il dispositivo di sentenza che ridefinisce gli esiti del maxiprocesso “Propaggine”, l’importante operazione giudiziaria incentrata sulle ramificazioni della criminalità organizzata calabrese. Il verdetto pronunciato dai magistrati di secondo grado ha introdotto significative riforme rispetto alla pronuncia emessa in prima istanza dal Tribunale di Palmi, deliberando quattro assoluzioni totali in favore di imputati che erano stati precedentemente condannati.

I giudici hanno scagionato dalle accuse Antonio Alvaro (difeso dagli avvocati Maria Teresa Caccamo e Fortunato Schiava), Alfredo Ascrizzi (assistito dai legali Luca Cianferoni e Fortunato Schiava), Francesco Luppino (tutelato dall’avvocato Giovanni Piccolo) e Carmelo Versace (difeso dal collegio composto da Antonino Lupini e Carmelo Antonio Pirrone). Per queste quattro posizioni, i rilievi penali sollevati dall’accusa sono caduti in sede di gravame.

Le conferme dei proscioglimenti e il ricorso della Dda

Il collegio giudicante ha inoltre vagliato i ricorsi presentati dalla Procura Generale presso la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, che aveva impugnato le sentenze di proscioglimento emesse in primo grado. I giudici d’appello hanno rigettato l’istanza della magistratura inquirente, confermando le precedenti assoluzioni nei confronti di Carmelo Alvaro (difeso dagli avvocati Luca Cianferoni e Sissi Barone), Giovanni Penna (assistito da Guido Contestabile e Silvia Forestieri) e Carmela Penna (tutelata dal legale Giacomo Iaria).