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La prima sezione penale della Corte di Appello di Reggio Calabria (presieduta dal dott. Alfredo Sicuro, con a latere Antonino Foti e Urania Granata) ha pronunciato la sentenza di secondo grado nel processo nato dall’omonima inchiesta "Propaggine". Il verdetto di oggi va a riformare parzialmente la precedente pronuncia emessa l'11 aprile 2025 dal Tribunale collegiale di Palmi, esprimendosi sui ricorsi presentati da diversi imputati e dal Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria.L'indagine, condotta in sinergia dalle DDA di Roma e Reggio Calabria, aveva ipotizzato l'esistenza di un'associazione a delinquere di stampo mafioso facente capo alla "cosca Alvaro", attiva tra le province di Reggio e Roma. Mentre un primo troncone processuale si è già celebrato a Roma con numerose condanne per le proiezioni capitoline del sodalizio, questo secondo troncone, radicato a Palmi, giunge oggi al secondo grado di giudizio.Quattro assoluzioni e scarcerazioni immediate

Il dato più significativo del dispositivo letto in aula riguarda il ribaltamento delle condanne di primo grado per quattro imputati, assolti con formula piena con la formula "per non aver commesso il fatto" in relazione al reato associativo contestato al capo 1 della rubrica. Per effetto di questa decisione, la Corte ha dichiarato la perdita di efficacia delle misure cautelari, ordinando l'immediata liberazione dei seguenti soggetti (se non detenuti per altra causa), qui indicati con i rispettivi difensori: Antonio Alvaro (difeso dagli avvocati Maria Teresa Caccamo e Fortunato Schiava); Alfredo Ascrizzi (difeso dagli avvocati Luca Cianferoni e Fortunato Schiava); Francesco Luppino (difeso dall'avvocato Giovanni Piccolo); Carmelo Versace (difeso dagli avvocati Antonino Lupini e Carmelo Antonio Pirrone).Sconti di pena e altre posizioni