Dalla diciannovesima edizione del rapporto Sace, presentato a palazzo Wedekind, emerge ancora una volta tutta la forza delle esportazioni. Capaci di superare, senza troppe ammaccature, conflitti e protezionismi. Attenzione, però, alle materie strategiche
Reagire, per non condannarsi al declino industriale, dunque economico. L’Italia lo sa fare, specialmente quando le cose si mettono male, male per davvero. E così, mentre una parte di mondo assapora la pace, decisamente ancora fragile e cagionevole, tra Stati Uniti e Iran e l’altra si chiede se davvero l’Intelligenza Artificiale sancirà la fine di un’epoca, nel dubbio il Paese fa quello che gli riesce meglio: esportare.
L’occasione per fare il punto è arrivata con la presentazione del Rapporto Export 2026 di Sace, dal titolo, non a caso, Re-agire: l’Italia alla sfida dell’export globale, giunto quest’anno alla diciannovesima edizione e presentato a Roma, a Palazzo Wedekind, alla presenza del vicepremier e ministro degli Esteri. Antonio Tajani, del responsabile del Mimit, Adolfo Urso e della sottosegretaria all’Economia, Lucia Albano, unitamente ai vertici della società del Tesoro, il presidente Guglielmo Picchi e il ceo Michele Pignotti, affiancati per l’occasione da Alessandro Terzulli, chief economist di Sace.













