Il punto di non ritorno per la tenuta del sistema produttivo e finanziario di Mosca appare sempre più vicino: il sondaggio Gallup e il report del Kiel Institute

Quanto può reggere ancora l'economia della Russia di Putin? E' la domanda che da quattro anni e mezzo, dall'invasione dell'Ucraina del febbraio 2022, viene riproposta con sempre maggiore frequenza, nel tentativo di capire quanto ancora il Cremlino possa investire in una guerra che è ormai diventata una logorante guerra di posizione.

Gli ultimi duri attacchi su Kiev possono essere letti come la conferma di una tesi su cui concordano tutti gli economisti che provano a fare i conti con i numeri, annacquati dalla propaganda, che arrivano da Mosca: il punto di non ritorno per la tenuta del sistema produttivo e finanziario russo appare sempre più vicino. Per questo, Putin starebbe cercando di massimizzare il risultato sul campo, per quanto gli è ancora possibile, nel tentativo di uscire da una morsa che lo stringe con il calo sempre più consistente del consenso, da una parte, e con l'ulteriore deterioramento delle condizioni economiche, dall'altra.

Condizioni peggiorate per più della metà dei russi, la rilevazione Gallup

Un fattore chiave, nonostante il potere di Putin sia assimilabile a quello tipico di un regime dittatoriale, resta il consenso. Non tanto come dato politico ma proprio come dato economico. L'ultima rilevazione di Gallup segnala un passaggio significativo: una percentuale record del 60% dei russi intervistati tra marzo e maggio ha dichiarato che le condizioni economiche stanno peggiorando. È la prima volta dal 2006 che la maggioranza degli adulti russi si esprime in questo senso. I picchi precedenti erano stati registrati nel 2020 (45%) e nel 2021 (50%), durante la pandemia di COVID-19. Questo vuol dire che l'economia di guerra, ormai spinta essenzialmente dalle spese militari e da quello che resta delle esportazioni, ha presentato il conto alla popolazione, peggiorandone in maniera significativa le condizini di vita. In un altro contesto, in qualsiasi democrazia, si sarebbe innescata una reazione impossibile da gestire. In Russia, per ora, il regime di Putin è riuscito a reggere grazie al controllo sull'opinione pubblica ma il margine di manovra per il Cremlino non è infinito.