L'ultima volta che aveva provato a celebrare i grandi risultati della Russia non era andata bene. Era a inizio giugno, davanti alla platea dello Spief, il Forum economico di San Pietroburgo, e dal palco prese a elencare le performances brillanti dell'economia: il Pil che cresce, il debito pubblico più basso di molti Paesi europei, la forza dell'industria. Furono gli stessi manager, banchieri e imprenditori delle grandi aziende accorsi all'evento, intercettati dai media, a smentirlo, descrivendo un panorama per nulla roseo. Stavolta Vladimir Putin cambia registro. Davanti al congresso di Russia Unita non può nascondere le difficoltà di fronte al crescente numero di raffinerie in fiamme, alle code di auto alle pompe di benzina, alla pioggia di droni, capaci di addentrarsi per centinaia di chilometri nel territorio russo. Putin descrive il suo Paese come sotto attacco, denuncia con maggiore veemenza il coinvolgimento attivo dell'Occidente nel conflitto, addita in una coazione a ripetere come "terroristici" i raid di Kiev sulle infrastrutture civili ed energetiche, dopo aver per anni attaccato quelle ucraine, inclusi gli impianti nucleari.
"Nessuno può sconfiggere la Russia sul campo di battaglia. Il regime di Kiev ricorre a metodi terroristici mentre le forze ucraine continuano a ritirarsi lungo l'intera linea di contatto", ha detto. "L'Occidente non è riuscito a sconfiggere la Russia sul campo di battaglia, da qui i suoi futili tentativi di destabilizzare la situazione politica in Russia". Fin qui, la parte per così dire trionfalistica del suo discorso. Poi la realtà, dura da ammettere: "Vediamo i problemi. Li riconosciamo e stiamo reagendo. Ma garantiremo senza dubbio la sicurezza del Paese e dei nostri cittadini e l'inviolabilità dei nostri confini storici", ha affermato Putin. "Supereremo senza dubbio tutte le sfide che affrontiamo oggi, compresi gli attacchi terroristici contro il nostro territorio e le nostre infrastrutture", ha aggiunto Putin. "Stiamo attraversando un periodo difficile, ma ci ha insegnato molto, permettendoci di percepire l'essenza stessa del concetto di 'cittadino russo'. La Russia può essere solo una potenza forte e indipendente, altrimenti non ci sarà più la Russia".











