Vladimir Putin ha parlato per la prima volta in pubblico della carenza di carburante causata dagli attacchi ucraini alle raffinerie russe. Durante una riunione in videoconferenza, il presidente ha reagito alle relazioni dei vice premier affermando che i raid non influiranno sulla situazione al fronte ed è tornato a ribadire che «le truppe russe stanno liberando un territorio dopo l’altro». Il presidente ha anche ammonito il ministero della difesa di «minimizzare le minacce alla sicurezza nazionale».
ORMAI neanche il Cremlino può più nascondere ciò che è evidente a tutti i russi: i colpi ucraini hanno fatto male e – sostengono alcuni media indipendenti russi – le restrizioni introdotte in alcune regioni potrebbero presto colpire una pompa di benzina su quattro in tutta la Federazione. Putin non ha mai nominato l’attacco su Mosca, ma ha dichiarato che i recenti bombardamenti ucraini non fanno altro che «stimolare i nostri combattenti sul campo di battaglia a portare a termine i compiti che il Paese affida loro». Tuttavia, non può ignorare che la sua popolarità è in calo.
SECONDO quanto riportato da Vedomosti, uno dei quotidiani più importanti del paese, «le autorità hanno rivisto al ribasso gli obiettivi relativi all’affluenza alle urne e al risultato approssimativo di Russia Unita (il partito di Putin, ndr) alle elezioni alla Duma di stato» previste per il 20 settembre di quest’anno.












