Dell’amore si parla sempre. È l’ossessione della società umana. Eppure le nostre relazioni finiscono spesso tragicamente. Perché in assenza di maturità emotiva — conoscersi e saper conoscere l’altro – le proprie insicurezze si proiettano all’esterno, e tutti i lati del partner che non corrispondono alle proprie aspettative diventano un attacco. La persona sentimentalmente evoluta accetta che l’amante non sia uno specchio di sé, ma un individuo — con una serie di esperienze e di vulnerabilità – che esiste al di là della nostra rappresentazione. Ne parliamo con Robinne Lee, autrice di romance che risponde dalla sua elegante casa parigina. Il suo nuovo libro, Crash Into Me, è in uscita il sette luglio negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. C’è molta attesa perché arriva dopo The Idea of You (Sperling & Kupfer), il successo editoriale dal quale è stato tratto l’omonimo film con Anne Hathaway e Nicholas Galitzine.
i collage sono di Julien Langendorff, artista francese che ama cimentarsi in opere dal sapore romantico e dark.
Può dirci qualcosa sul nuovo romanzo?
“Anni fa la mia auto si è scontrata con quella di un’altra donna. L’ho quasi uccisa! Per fortuna, a parte lo shock, non ci siamo fatte nulla, anzi poi ci siamo abbracciate, colme di sollievo. Quando è arrivato il marito di lei, si è stupito di quell’affetto tra due sconosciute che avevano condiviso un trauma. Questo mi ha fatto riflettere sui legami intensi che si creano tra donne in momenti di difficoltà, e ho scritto la storia di Cecilia, che si trasferisce in un Paese straniero e trova l’amore in una donna che incontra in un incidente d’auto”.









