Chi soffre per amore può
abituarsi anche alla propria sopravvivenza
. Può costruire attorno al dolore una quotidianità ordinata, fatta di lavoro, responsabilità, gesti materni, piccole abitudini capaci di tenere insieme le giornate. Può convincersi che quella misura basti, che il cuore abbia già dato abbastanza, che desiderare ancora sia una forma di imprudenza. Poi arriva un segno, non importa quanto piccolo, e tutto ciò che sembrava spento ricomincia a muoversi, con la sua promessa e il rischio di
trasformare la ferita in speranza.
È in questo territorio emotivo che si muove








