ATO SUD è l’unico territorio toscano che ha autosufficienza impiantistica per chiudere il ciclo, ma così aumenta i costi di smaltimento.
Prima di tutto ATO SUD ha impianti di incenerimento e recupero di energia, addirittura ne ha ampliato uno (Arezzo) mentre in altri territori inceneritori sono stati chiusi in modo irresponsabile. Incenerire costa di più che andare in discarica, ma la gerarchia europea è chiara nel disincentivare (adesso anche con un limite massimo) questa tecnologia di smaltimento. Inoltre, i costi della discarica sono bassi solo se ci si limita al costo industriale. Questo però non incorpora le componenti di costo esterno e la crescente scarsità di siti ove realizzare nuove discariche. Questo problema è ormai endemico al Nord, dove i siti sono sempre più rari e realizzare nuovi impianti è difficilissimo.
Quindi bene ha fatto ATO SUD a sviluppare la sua capacità di termovalorizzazione già da molti anni, grazie ad amministratori coraggiosi e pragmatici. L’inceneritore di Arezzo ho visto dai dati presentati che non costa molto, 142 euro tonnellata nel 2027.
Molti studi, compresi quelli da me realizzati, mostrano che il recupero energetico può costare anche molto meno, sfruttando al meglio le economie di scala, la cogenerazione di energia elettrica e calore. La fase intermedia del TMB consente maggiore flessibilità nella destinazione del secco, ma aggiunge una fase intermedia (che da sola costa intorno ai 50-60 €/t).









