La società in house per la gestione rifiuti urbani e l’igiene urbana lungo l’Ato Toscana costa, ovvero Retiambiente, completato l’ingresso di tutti i territori ha approvato il suo Piano industriale al 2030-35, in attesa dell’aggiornamento del Piano d’Ambito e delle decisioni definitive sull’impiantistica di chiusura del ciclo, dopo la conclusione dell’iter autorizzativo dell’ossicombustore in progetto a Peccioli. Un Piano che vale 230 milioni di euro in investimenti, per una società che fattura oltre 300 milioni di euro all’anno e ha 3000 dipendenti.
Le previsioni del Piano industriale partono dall’andamento dei rifiuti indifferenziati, che passano da 222.500 tonnellate del 2024 a 172.939 del 2030 a 128.034 nel 2035. Si tratta di un’ipotesi molto ambiziosa, dato che si tratta di tagliare l’indifferenziato di circa 50mila t/a da qui al 2030, quando il trend degli ultimi anni segna invece un aumento. Le considerazioni sulla contrazione del rifiuto urbano residuo sono il risultato delle previsioni presenti nel Piano regionale (Prec), alla cui analisi delle cause e degli obiettivi si rimanda.
Tutto l’indifferenziato viene avviato ai Tmb, mentre rifiuti cimiteriali e scarti della differenziata vanno in parte a discarica. In totale il flusso dei rifiuti residui è pari a 173.246 tonnellate nel 2030 e 128.261 tonnellate al 2035. La raccolta differenziata è stimata crescere da 537.065 tonnellate del 2024 a 574.342 tonnellate nel 2030 a 591.226 tonnellate nel 2035.









