Il giudice Hans Weidel – nonno paterno di Alice Weidel, la copresidente del partito dell’estrema destra tedesca AfD (Alternative für Deutschland) – è stato dal 1933 membro delle SS; a 36 anni ha raggiunto l’esercito in guerra, e nella Varsavia occupata si è offerto giudice militare hitleriano: ma nel dopoguerra non è stato perseguito. Nel 1936 aveva sposato Lucie Plümpe, insegnante in un istituto agrario femminile, pure iscritta al Partito nazista. La nipote Alice Weidel, con studi di economia aziendale e sul sistema previdenziale in Cina (soggiorno con borsa federale), ora leader di una radicalizzata AfD, si è espressa contro il velo islamico “simbolo sessista di un apartheid tra uomini e donne”, ha due bambini adottati con la moglie e, contro la linea del partito che promuove la “famiglia tradizionale”, sostiene che “famiglia è dove ci sono bambini”.
Nel già classico La peste (Feltrinelli), la corrispondente di Repubblica da Berlino Tonia Mastrobuoni indaga sulle radici della destra estrema tedesca, a partire dalla riabilitazione del termine ottocentesco völkisch: più che populisti, i Völkischen sono ancora oggi etnonazionalisti, che si ispirano a una superiorità razziale e a un legame viscerale con la terra e il folklore. Le pagine più forti del saggio insistono sull’indottrinamento dei bambini nelle colonizzazioni (soprattutto rurali), antimoderne, e “brune” – fonti di reclutamento e di nostalgie neonazi. Isa von Bismarck-Osten, discendente del cancelliere dell’unità tedesca Otto von Bismarck, li ha scoperti vedendo, nelle preservate lande naturali della Bassa Sassonia, “tanti ragazzini che girano con la svastica sul collo”, e bambini che disegnano all’asilo le rune, antichi caratteri germanici. L’educazione völkisch è tradizionalista, i ragazzini non possono indossare jeans né usare il computer o anglicismi, e ascoltare l’ hip-hop (“incultura nera”); sono spesso i primi della classe, le bambine sono “superaddomesticate”. “Eco-nazisti”, nel Meclemburgo, l’idilliaca “nazi-Toskana”, organizzano campeggi e feste per bambini; sono gruppi isolati, ma che confluiscono nella nuova destra. Virulenta portavoce federale di AfD, oggi Alice Weidel promuove la leva obbligatoria per la protezione delle frontiere, la sospensione dell’assistenza sanitaria ai richiedenti asilo (i rifugiati “zavorra incalcolabile”); si è espressa contro l’imposta di successione e il salario minimo. Ha sostenuto che il politicamente corretto appartiene “alla discarica della storia”; il giornalista satirico Christian Ehring l’ha presa in parola nella trasmissione pubblica Extra-3: “Basta con il politicamente corretto; la nazi-puttana ha ragione (sono stato abbastanza scorretto?)”.










