Si infattisce il giallo sulla morte di Antonella Di Ielsi e di sua figlia Sara Di Vita, morte avvelenate con la ricina durante una cena in famiglia lo scorso dicembre a Pietracatella. Sarebbero tre le persone su cui si concentrano i sospetti degli inquirenti, un uomo e due donne, tutti vicinissime alle vittime. Alcuni di loro, nei giorni seguenti il funerale, avrebbero assunto atteggiamenti poco consoni al momento di lutto, organizzando feste e vacanze.
La festa dopo la morte delle donne
La ricina con cui furono avvelenate cresce vicino casa
I sospettati vicinissimi alla famiglia
La festa dopo la morte delle donneVincenzo Rubano, inviato della trasmissione Morning News, si trovava di fronte alla Questura di Campobasso mentre erano in corso alcuni interrogatori.Dopo aver ascoltato un amico di Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime, si attendono ulteriori audizioni.ANSAPare che gli inquirenti, rivela Rubano, si stiano concentrando su un viaggio effettuato da alcune persone vicinissime alla famiglia nei giorni successivi ai funerali di Sara e Antonella.Il viaggio a Madrid è considerato anomalo proprio perché svolto durante un periodo di forte lutto. E lo stesso vale per una grande festa organizzata a Campobasso da una persona cara alle donne decedute.“Gli inquirenti non sottovalutano questi eventi che stonano con il dolore e l’atrocità dell’avvelenamento di una mamma e di una figlia” spiega l’inviato Mediaset.









