Il piano prevede la costruzione di un resort di lusso sull'isola di Sazan, l'unica isola albanese, e lo sviluppo di un tratto di costa incontaminata sulla penisola di Zvërnec, di fronte all'isola stessa. Si tratta di aree che erano precedentemente sottoposte a tutela ambientale, in quanto rifugi naturali per la fauna selvatica, tra cui i fenicotteri della zona protetta di Vjosa-Narta. Secondo quanto riferito, sulla penisola di Zvërnec sono già stati avviati lavori che avrebbero causato la distruzione di aree boschive e di dune, oltre alla realizzazione di una strada di ghiaia lunga sette chilometri: interventi che, secondo la delegazione europea, violerebbero apertamente le direttive ambientali dell'Ue.L'opposizione al progetto ha alimentato un movimento di protesta nel Paese, ribattezzato "rivoluzione dei fenicotteri", con manifestazioni quotidiane che proseguono ormai da oltre un mese davanti ai palazzi del potere nella capitale e che chiedono anche le dimissioni del primo ministro. Le proteste, secondo Strik, non riguardano soltanto la tutela ambientale, ma si sono trasformate in una rivendicazione più ampia sullo stato di diritto e sulla qualità della democrazia albanese, minacciata della corruzione. Il sostegno popolare all'adesione europea resta comunque altissimo: si stima che circa il 92% della popolazione albanese sia favorevole all'ingresso nell'Ue, una percentuale che non si registrava dai tempi della caduta del regime comunista, più di trent'anni fa.Rama, che lo scorso anno ha ottenuto un quarto mandato consecutivo, punterebbe a portare l'Albania - tra i Paesi più poveri d'Europa - nell'Ue entro il 2030, con un traguardo intermedio, fissato dallo stesso governo, per la chiusura dei negoziati entro dicembre 2027. Un obiettivo che i funzionari europei avevano definito ambizioso, pur accogliendolo positivamente. Secondo la delegazione Ue, però, il proseguimento dei lavori metterebbe seriamente a rischio proprio questa tempistica, in particolare sul cosiddetto "capitolo 27" dei negoziati di adesione, dedicato all'ambiente, dove l'Albania dovrebbe dimostrare di rispettare pienamente gli standard europei. Il mese scorso il Parlamento europeo aveva già approvato una risoluzione di sostegno ai manifestanti, chiedendo lo stop immediato ai lavori nelle zone protette e il ritiro della normativa che ha permesso a investitori privati di ottenere permessi come "investitori strategici" in aree considerate ecologicamente uniche.Strik ha inoltre espresso preoccupazione per presunte irregolarità legate al rilascio dei permessi edilizi e alla vendita di terreni nella zona di Zvërnec, denunciando una generale mancanza di trasparenza e di dibattito pubblico attorno al progetto. Nel corso degli incontri con le autorità locali, tra cui il ministro dell'Ambiente Sofjan Jaupaj, la delegazione avrebbe avuto l'impressione che il governo intenda proseguire i lavori finché non sarà formalmente obbligato ad allinearsi agli standard europei - un atteggiamento che, secondo Strik, non è compatibile con una leale cooperazione con Bruxelles.L'eurodeputata ha annunciato che chiederà alla Commissione europea di seguire da vicino la vicenda, sottolineando come non sia accettabile un approccio del tipo "continuiamo a causare danni ora, poi vedremo alla fine del prossimo anno a che punto siamo". Pur ribadendo il proprio sostegno all'ingresso dell'Albania nell'Ue e apprezzando la determinazione dei cittadini albanesi nelle piazze, Strik ha invitato il governo di Tirana a prendere sul serio le preoccupazioni sollevate tanto dalla popolazione quanto dalle istituzioni europee.
L'Ue avverte l'Albania: i negoziati di adesione sono a rischio per il resort di lusso di Jared Kushner
L'eurodeputata olandese Tineke Strik, dopo un sopralluogo nelle aree interessate dal progetto, ha accusato il governo albanese di "giocare con il fuoco"








