Albania nell’Ue entro il 2030? Sì, forse. Ma attenzione a quello che potrebbe succedere con Jared Kushner e la moglie Ivanka, figlia prediletta del re delle criptovalute che siede alla Casa Bianca. Il primo ministro Edi Rama sta «giocando col fuoco» (e con le politiche ambientali dei Ventisette), avverte l’europarlamentare ecologista olandese Tineke Strik. È appena rientrata a Bruxelles da una missione, di cui era la responsabile, per valutare il progetto miliardario del resort extralusso che il genero del presidente americano vuole costruire in un’area protetta del Paese delle Aquile: l’isola di Sazan e la laguna di Vjose-Narta. «Se le sue ambizioni europee sono realmente serie, il capo del governo di Tirana dovrebbe fare un passo indietro e dire al clan Trump: “mi spiace l’Ue è la mia priorità”», dice la parlamentare del gruppo Verdi/Alleanza libera europea, che sta seguendo il processo di adesione delle nazioni dei Balcani occidentali.

Il territorio su cui i coniugi Kushner hanno messo gli occhi fa parte di un ecosistema incontaminato, habitat naturale di foche, tartarughe marine e fenicotteri. E proprio a questi ultimi, specie a rischio, si richiamano le manifestazioni della «rivoluzione» contro il distruttivo piano turistico-immobiliare che sta facendo tremare il premier. «La protesta non violenta — scrive sul Corriere Carlo Vulpio in un reportage dall’Albania — dura ormai da tre mesi ed è diventata una protesta politica quotidiana non-stop. Ma non ha un colore di partito, poiché i «fenicotteri» — anche alla luce dell’inchiesta per corruzione nel frattempo aperta dalla Spak, la procura speciale istituita nel 2019 per ridare credibilità a una giustizia scassata — chiedono le dimissioni del governo e contestano non meno vigorosamente anche l’opposizione».