SACILE - Nulla da fare, ma forse qualcos'altro da fare c'è. Ovvero: sparsa la notizia che la trattativa tra il colosso Despar e il portogruarese Riccardo Bozzato non ha portato a nessun accordo, subito c'è chi ha lanciato una raccolta di firme per la riapertura del piccolo supermercato della nota catena, sito in via Cavour. La notizia è però anche un'altra. Un imprenditore si sarebbe fatto vivo per ottenere informazioni sul punto vendita. Lo rende noto il sindaco Carlo Spagnol, che non rivela altro per ora. Come dire che se son rose, fioriranno. Si tratterebbe di un privato, non sacilese, che ora deciderà se passare dalla curiosità al prossimo e più concreto passo.

La situazione Bozzato lascia il market in centro dopo una gestione durata quasi 5 anni. Immediatamente si è mosso qualcosa, anzi, qualcuno. La sacilese Michela Di Franco ha lanciato un appello sui social, invitando tutti a partecipare a una raccolta di firme, che avrà come obiettivo la riapertura del piccolo punto vendita. Scrive la sacilese: "Non è solo un negozio che abbassa la serranda, è la quotidianità che scompare, un punto di riferimento per chi vive in centro e nelle zone vicine. Un luogo familiare, insomma, quasi un pezzo di storia di Sacile. Con questa chiusura, che arriva nel momento peggiore, quando il caldo soffocante di questi giorni rende difficoltoso ogni spostamento, il pensiero va in primo luogo agli anziani e alle persone fragili, per le quali già la tecnologia è un motivo di esclusione. Ma in fondo riguarda anche tutti noi: come ci organizzeremo, come si organizzeranno quanti vivono soli?". Secondo Di Franco, "Qui non si parla solo di commercio, ma di vita di quartiere, di vicinanza, di attenzione alle persone. Esiste ancora un imprenditore che ragioni con il cuore e non solo con la calcolatrice? Io voglio credere di sì e sono certa di non essere la sola". E allora ecco la raccolta firme definita "informale", attivata alla vicina Tabaccheria Poletto, sempre in via Cavour, subito bissata dalla disponibilità della Farmacia di piazzetta Manin. «Ma confidiamo nella disponibilità di altri esercenti, per sensibilizzare gli addetti ai lavori e l’amministrazione pubblica. Perché, oggi più che mai, un punto vendita alimentare di prossimità è una necessità. E Sacile non può permettersi di svuotarsi ulteriormente». In un secondo intervento Di Franco precisa che non vi sono bandiere politiche dietro la sua iniziativa e che se si tratta di una battaglia, beh, è solo ed esclusivamente una battaglia sociale. Le imprese commerciali, si sa, faticano a ragionare con il cuore, impresa ardua se i conti non quadrano. Già al momento della improvvisa chiusura, lo stesso gestore aveva riconosciuto che la formula che può tenere in piedi quell'attività è la conduzione famigliare. Vedremo se ne emergerà una. Per ora consolano le parole del direttore regionale di Despar Nord per il Friuli - Venezia Giulia, Fabrizio Cicero, che ha confermato il ricollocamento in altri supermercati dei dipendenti di via Cavour. Il loro posto di lavoro è salvo, la chiusura del punto vendita in centro a Sacile non è affatto definitiva, dato che il dirigente usa il termine "per ora", confermando solo che non è più della partita il precedente gestore portogruarese. Lo stesso Cicero si dice contento per l'iniziativa della raccolta firme, ma già all'indomani della precedente chiusura aveva ricordato che se si abbassano le serrande vuol dire che non ci sono abbastanza persone che lì vanno a fare la spesa. E, contro questa affermazione, nel commercio c'è purtroppo davvero poco da discutere.