BOLZANO. Il commercio di vicinato fatica sempre di più e a soffrire non sono soltanto le attività delle periferie, ma ormai anche quelle del centro storico. Da questa consapevolezza prende il via la raccolta firme promossa da Confesercenti Alto Adige a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”, presentata ieri mattina con un banchetto in piazza Matteotti.
L’obiettivo della campagna è raccogliere 50 mila firme per portare il testo all’esame del Parlamento. La proposta prevede strumenti dedicati al rilancio del commercio di prossimità, tra cui l’istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESPro), incentivi fiscali e misure di sostegno per le attività di vicinato.
Secondo Confesercenti Alto Adige, mantenere vivi i negozi di prossimità significa preservare non solo un servizio per i cittadini, ma anche un presidio sociale capace di garantire sicurezza, vitalità e relazioni all’interno dei quartieri.
«Il commercio di vicinato è in grande difficoltà da alcuni anni», spiega Mirko Bertoldi di Confesercenti Alto Adige. «Le cause sono diverse, ma sicuramente lo shopping online ha cambiato profondamente le abitudini di acquisto. A questo si aggiungono l’aumento del costo della vita, delle bollette e delle spese di gestione, che rendono sempre più difficile per molte attività arrivare a fine anno».










