di
Carlo Cottarelli
In calo le imposte non pagate. Per Imu e Iva è il 20%. L’aliquota del 43% potrebbe scendere a poco più del 35% se tutti pagassero le tasse
L’evasione fiscale è uno dei più seri problemi strutturali dell’economia italiana. Per sua natura, però, è anche uno dei più difficili da quantificare e, quindi, anche uno intorno al quale si sono sviluppate incomprensioni, imprecisioni e luoghi comuni. Cerchiamo di chiarire. Le migliori stime esistenti di quanto elevata sia l’evasione in Italia sono quelle contenute nella «Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva», un documento preparato annualmente da una Commissione tecnica, ora presieduta dal Prof. Nicola Rossi, e composta, da accademici e tecnici di ministeri, Istat e Banca d’Italia.
La Relazione stima l’importo di imposte e contributi sociali che avrebbero dovuto essere pagati in base a dati ISTAT di contabilità nazionale. Per esempio, dalla stima sui consumi degli italiani (che l’Istat deriva da informazioni campionarie) si ricava l’importo dell’IVA (una tassa sui consumi) che avrebbe dovuto essere versata e dal confronto con l’IVA effettivamente versata si ricava una stima di quanto non è stato versato (evasione in senso stretto e IVA dichiarata, ma comunque non versata). E così via per le altre imposte.









