TRENTO. Entro il 30 giugno le imprese italiane saranno chiamate a versare allo Stato 22,9 miliardi di euro tra Ires, Irap, Irpef e addizionali. È una delle principali scadenze fiscali dell'anno e, secondo l'Ufficio studi della CGIA, arriva in un momento in cui molte aziende devono fare i conti con problemi di liquidità.
La quota più consistente riguarda l'Ires, che vale circa 15,8 miliardi di euro, seguita dall'Irap con 5,1 miliardi, dall'Irpef con 1,8 miliardi e dalle addizionali regionali e comunali. Per le imprese soggette agli Isa con ricavi fino a 5,1 milioni di euro è prevista la possibilità di rinviare il pagamento secondo le modalità stabilite dalla normativa.
Per il Trentino emergono dati positivi sul fronte dell'evasione fiscale. Secondo le elaborazioni della CGIA sui dati del Ministero dell'Economia e delle Finanze, la Provincia autonoma di Trento presenta una propensione all'evasione del 9,1%, inferiore alla media nazionale del 12,1%. Il gettito stimato sottratto al fisco è pari a 952 milioni di euro, collocando il territorio tra quelli con il più alto livello di fedeltà fiscale. Ancora migliore il dato della Provincia autonoma di Bolzano, che con un tasso del 7,9% risulta la realtà più virtuosa d'Italia.








