Milano, 29 Giugno 2026 – Il 30 giugno è una giornata densa di scadenze fiscali per gli imprenditori italiani chiamati a versare all’erario 22,9 miliardi di euro. È uno degli adempimenti più impegnativi dell’anno. Tra il pagamento dell’Ires dell’Irap e dell’Irpef il nostro sistema produttivo deve reperire quasi un punto di Pil. Riuscire a trovare queste risorse non sarà semplice. In una fase in cui molte imprese devono fare i conti con una liquidità sempre più limitata, non si può escludere che numerosi contribuenti scelgano di rinviare il versamento al prossimo 30 luglio. Una possibilità consentita dalla normativa, ma che comporta – ad eccezione di molte microimprese - un aggravio dello 0,4 per cento sull’importo dovuto. A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA.
L’Ires è l’imposta più gravosa
Giugno si conferma, ancora una volta, uno dei mesi più pesanti dell'anno sul fronte fiscale. A pochi giorni dalla scadenza prevista per martedì prossimo, infatti, molti imprenditori sono alle prese con la difficile ricerca delle risorse necessarie per far fronte agli adempimenti tributari. Per questo motivo, lo scorso 22 maggio è entrata in vigore una misura che consente alle attività economiche soggette agli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale), con un fatturato non superiore a 5,1 milioni di euro, di effettuare i versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi entro il 20 luglio senza alcuna maggiorazione. In alternativa, il pagamento potrà essere effettuato entro il 19 agosto applicando una maggiorazione dello 0,8 per cento. Si tratta di un provvedimento1 di grande rilevanza per milioni di piccolissime attività e lavoratori autonomi interessati dagli ex studi di settore, che tuttavia non estende i suoi effetti a tutte le altre categorie imprenditoriali. Pertanto, entro il 30 giugno le casse dello Stato dovrebbero incassare complessivamente 22,9 miliardi di euro. La quota più importante arriverà dall'Ires, l'imposta sul reddito delle società di capitali, che dovrebbe garantire un gettito di 15,8 miliardi. A questi si aggiungeranno 5,1 miliardi derivanti dall'Irap, 1,8 miliardi dall'Irpef e altri 209 milioni dalle addizionali regionali e comunali Irpef. Queste stime sono state elaborate dall’Ufficio studi della CGIA.









