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Ultimo aggiornamento: 7:05

La scorsa settimana ci ha regalato alcune news, peraltro molto tradizionali, sull’evasione fiscale nel nostro Paese. Il fisco alza il tiro sugli evasori, come recita il titolo di un noto quotidiano economico, oppure è il solito polverone mediatico che si dileguerà in un giorno? Sono abbastanza propenso per questa seconda interpretazione, anche se qualcosa fortunatamente si muove.

La prima notizia è che l’Agenzia delle Entrate invierà più di due milioni di lettere ai contribuenti che non sono risultati in regola con le loro dichiarazioni fiscali, per errori più o meno grandi. Sembra finalmente che ci sia il tanto atteso cambio di passo. Tuttavia registriamo che due milioni di lettere di compliance, per usare il nuovo linguaggio fiscale, sono state inviate l’anno scorso, e anche l’anno prima. Insomma la milionata di lettere non è un fatto nuovo, e si tratta di una poco invidiabile costante.

L’Agenzia, purtroppo, non ha specificato gli importi contestati, le categorie di contribuenti coinvolti e tutti gli altri opportuni dettagli statistici. Il dato offerto, oltre che clamoroso, è abbastanza povero e confuso. Né Vincenzo Carbone ci ha detto quanti soldi sono stati recuperati dalle lettere inviate l’anno scorso. A questa carenza possiamo parzialmente supplire con i dati europei che hanno quantificato per il 2024 un’evasione tributaria di 72,3 miliardi, con un recupero di 12,7 miliardi. Cioè appena il 17,7% e quindi c’è poco da festeggiare. Evadere in Italia è ancora un buon affare. Il fatto nuovo, se così lo vogliamo interpretare, è che sono stati scoperti 200.000 evasori totali, 86.000 addirittura sconosciuti al fisco. Il cyber-fisco sembra dare i suoi frutti, e non certo per la volontà della politica.