Un generale trend di crescita, rafforzato nel 2025 con domanda in aumento in Europa e nelle Americhe, invertendo la tendenza globale del lusso per molti aspetti in sofferenza. Stando agli ultimi dati ufficiali snocciolati dalla casa di moda francese, i ricavi del 2025 ammontano a 19,3 miliardi di dollari, con una crescita del 2% rispetto all’anno precedente; il segno più c’è anche alla voce "utile operativo" (4.712 milioni di dollari) salito di cinque punti rispetto al 2024, dati in linea con la fotografia finanziaria 2025 che registra performance positive in tutte le attività di business. Bene praticamente ogni segmento oltre alla moda a marchio Chanel, dalle fragranze alla cosmetica, dall’orologeria alla gioielleria, forti di una storia che sembra non avvertire il peso degli anni (e degli sconvolgimenti mondiali) che passano. A contribuire all’impennata sarebbe anche l’effetto Matthieu Blazy, recentemente investito del ruolo di nuovo direttore creativo, arrivato qui dopo aver guidato con successo il rilancio di Bottega Veneta. Di proprietà dei fratelli Wertheimer, la maison è una delle poche del settore della moda e del lusso a rimanere indipendente. Lo stabilimento di Serravalle sarebbe l’unico col marchio "in chiaro" in Toscana, regione dove il noto brand del lusso ha già fatto shopping: l’azienda possiede infatti partecipazioni nella conceria Samanta di San Miniato, nella pelletteria Renato Corti di Scandicci e nella fiorentina Fcl srl.