Il lusso globale affronta la seconda metà dell'anno in un contesto di policrisi di volatilità economica, tensioni geopolitiche e profondi cambiamenti culturali. Tuttavia, nonostante queste pressioni, i fondamentali del mercato indicano una graduale stabilizzazione. E' quanto emerge dall'aggiornamento di metà anno del Bain-Altagamma luxury goods worldwide market study: nel 2025 la spesa globale per il lusso ha toccato i 1.443 miliardi di euro e quest'anno si muove lungo una traiettoria di progressivo consolidamento. A plasmare il mercato sono quattro forze interconnesse: la crescente centralità delle esperienze rispetto al possesso, il riequilibrio dei motori di crescita tra le diverse geografie, l'evoluzione del significato stesso di lusso per il consumatore e la rapida trasformazione dei percorsi d'acquisto guidata dall'intelligenza artificiale. Per il 2026, nello scenario base di Bain, la spesa globale è prevista tra i 1.440 e i 1.470 miliardi di euro, con una crescita compresa tra lo 0% e il 2% a tassi di cambio costanti.

Nel 2026 la propensione dei consumatori verso le esperienze cresce a un ritmo circa 1,5 volte superiore rispetto ai beni tangibili, espressione di una trasformazione strutturale che privilegia i momenti vissuti rispetto al possesso. Nel mondo esperienziale la maggior parte delle categorie performa bene: ospitalità di lusso, jet privati, yacht e crociere mostrano forte resilienza, sostenuti dalla premiumizzazione dell'offerta, da portafogli ordini solidi e dall'acquisizione di nuovi clienti. L'alta ristorazione e il cibo gourmet beneficiano di una crescente preferenza per esperienze meno frequenti ma di qualità superiore. Più articolata la situazione in alcune categorie adiacenti di luxury asset: l'automotive di lusso continua a risentire della transizione verso l'elettrico, mentre vini e distillati premium registrano consumi più contenuti. Design e arredamento rallentano, man mano che si smaltiscono gli stock accumulati durante la pandemia, e il mercato immobiliare resta limitato.