PADOVA - Per le famiglie padovane scatta un nuovo aumento di quasi il 3% sulla tassa per i rifiuti. Ma c’è lo “sconto” del 25% per i redditi bassi. Ad annunciare il rincaro è stato direttamente il vicesindaco e assessore ai tributi Antonio Bresa che, oggi dovrà portare le nuove tariffe davanti alla commissione consiliare. Bressa ha subito messo subito le mani avanti: «A Padova si paga meno rispetto alla media nazionale e regionale».
Le nuove tariffe «Le prime due rate della Tari 2026 sono state calcolate sulla base delle tariffe dell'anno precedente – spiega Bressa –. La terza rata, in scadenza a dicembre, conterrà il conguaglio necessario ad allineare gli importi alle nuove tariffe previste in delibera per il 2026, che prevedono un incremento medio del 2,3% per le attività economiche e le altre utenze non domestiche e del 2,84% per le utenze domestiche. È importante però leggere questi dati in un contesto più ampio. Dal 2020, anno in cui è entrato in vigore il metodo tariffario definito da Arera, il valore complessivo del Piano Economico Finanziario del servizio rifiuti è aumentato del 16,32%, a fronte di un'inflazione che nello stesso periodo ha raggiunto il 21,40%. Questo significa che siamo riusciti a contenere la crescita dei costi ben al di sotto dell'aumento generale dei prezzi». Il confronto «Anche il confronto con gli altri territori conferma la competitività del sistema padovano. Per una famiglia tipo, composta da tre persone che vive in un appartamento di 100 metri quadrati, la Tari a Padova è pari a circa 270 euro all'anno, contro una media veneta di 290 euro e una media nazionale di 340 euro. Se confrontiamo Padova con le altre città italiane sopra i 200 mila abitanti, il dato è ancora più significativo: 270 euro contro una media di 353 euro – ha detto ancora il titolare dei tributi –. Sono numeri che dimostrano come l'amministrazione stia perseguendo l'obiettivo preciso di garantire un servizio di qualità, contenendo il più possibile il peso della tariffa grazie a una gestione efficiente delle risorse disponibili». I numeri Dal momento che il rincaro riguarderà soprattutto le utenze domestiche, quanto dovranno pagare in più le famiglie padovane? Stando alle tariffe attualmente in vigore, un single che vive in un appartamento di 70 metri quadri, se l’anno scorso ha pagato 129 euro, quest’anno dovrebbe pagare 133 euro. Passando ad una coppia che abita in una casa di 80 metri quadri, l'anno scorso ha pagato 210 euro, e quest’ anno pagherà 216 euro. Un nucleo familiare di 4 persone (casa sempre di 100 mq) passerà da 276 a 284 euro. Un coppia con 4 figli (sempre casa di 100 mq), passerà da 386 euro a 397 euro. Per i nuclei familiari a basso reddito, però, c’è una buona notizia. Dal 1° gennaio 2026 è infatti in vigore il cosiddetto bonus rifiuti 2026. Lo sconto previsto è pari al 25% della Tari e viene applicato automaticamente a chi ha presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (Dsu) all’INPS e rientra nelle soglie Isee previste. Le soglie includono un Isee inferiore a 9.530 euro per famiglie standard e fino a 20mila euro per famiglie numerose, con almeno quattro figli a carico. «I dati confermano che il percorso intrapreso sta producendo risultati concreti. La raccolta differenziata ha raggiunto quasi io 65% continuando a crescere, mentre i costi complessivi del servizio sono aumentati meno dell'inflazione – ha concluso l'assessore all’Ambiente Andrea Ragona - In questi anni, inoltre, siamo riusciti ad ampliare i servizi offerti senza gravare in maniera proporzionale sulle tariffe, inserendo nel Piano Economico Finanziario nuovi interventi e nuove attività a beneficio della città, come ad esempio l’aumento degli spazzamenti, i cestini nei parchi, il nuovo centro di raccolta, le nuove modalità di raccolta».








