Mentre piazza Montesanto si trasforma in un ring, la telecamera di un minimarket inquadra una giovane donna. Sull’uscio tutti assistono al film horror che va in scena qualche metro più in là. Nessuno nota quella figura esile e furtiva. Tra le mani ha qualcosa di scintillante che prova a nascondere tra le cassette dell’acqua. L’occhio elettronico registra imperterrito e il misterioso oggetto ha adesso una figura netta: è una pistola. La stessa che, pochi secondi più tardi, farà di una delle piazze simbolo del centro storico un poligono a cielo aperto. L’arma, dopo un ripensamento, viene portata da Arianna Rossetti all’esterno e adagiata sui sedili di una Fiat “Panda”. Poco dopo, a impugnarla e a premere il grilletto puntando al cielo sarà il compagno, Giuseppe Truiolo. Una manciata di minuti ancora e il panico è totale: Emanuele Iaccarino, fratellastro della donna, si presenta davanti agli occhi di passanti, turisti e bambini imbracciando un mitra. In un istante “Gomorra” diventa realtà: «Un’ostentazione di sterile violenza finalizzata a palesare il controllo del territorio tramite atti di terrore», è la valutazione tranchant con cui la Dda sigilla il decreto di fermo porta all’arresto del commando.