La rissa in piazza Montesanto, il lancio dei bidoncini della spazzatura e delle sedie, gli spari in aria nel tentativo di avere l’ultima parola, poi la fuga in auto e il ritorno dopo pochi minuti di Emanuele Iaccarino armato del famigerato AK47, il kalashnikov che tanto piace alla malavita. Con il fucile d’assalto in bella mostra, il 39enne con precedenti per furto e truffa arriva fin sotto l’abitazione di Giovanni Calvanese, 38 anni, per vendicare l’affronto subito in precedenza in piazza. E’ questo il particolare che fino ad ora non era ancora emerso in questa raccapricciante vicenda. Calvanese, il primo ad essere arrestato perché nel corso di una perquisizione in casa è stato trovato in possesso di una pistola, avrebbe partecipato alla rissa in piazza avvenuta poco prima.

La madre di Calvanese: “Mio figlio non era armato di kalashnikov”

A raccontarlo, al Riformista, è la madre, la signora Anna. La donna, gravemente malata, in primis tiene a precisare “che mio figlio non è quello armato di kalashnikov così come il deputato Borrelli ha più volte raccontato sui social. Era in piazza quando si è ritrovato suo malgrado coinvolto in una rissa. Si è difeso ma poi è stato minacciato sotto casa da Iaccarino armato di mitra”. Certo “ha sbagliato perché aveva una pistola in casa ma – precisa la donna – aveva paura”. Calvanese nel corso dell’udienza di convalida ha spiegato – così come riportato da Repubblica – che la pistola l’ha trovata in un tombino a Capodimonte e l’aveva portata nella propria abitazione con l’intenzione di rivenderla.