di
Gennaro Scala
È la pista seguita dagli investigatori. Tre i fermati, tra cui una donna. I video subito virali in Rete
Prima le urla. Poi gli spintoni. I caschi che volano, le donne che cercano di separare gli uomini, il vociare di una piena che, all’improvviso, cambia tono. Un ragazzo scende da un’auto scura, estrae una pistola semiautomatica e spara due colpi in aria. È il preludio. Non è finita. Perché pochi secondi dopo compare un altro giovane. Felpa nera, cappuccio tirato sul volto, cappello calcato sulla testa. Nella mano destra stringe un Kalashnikov. Non corre. Non si nasconde. Cammina lentamente in mezzo alla folla, mentre intorno c’è chi fugge, chi urla, chi resta paralizzato. Una «stesa», o meglio, una «scesa», la chiamano gli investigatori. Perché, per fortuna, il mitra non ha sparato. Non un agguato, ma una dimostrazione di forza. Un messaggio affidato al linguaggio della violenza criminale. Sembra un fronte di guerra. Invece è piazzetta Montesanto, nel cuore di Napoli. A pochi metri dall’ospedale Vecchio Pellegrini, dalla stazione della Circumflegrea, dal commissariato Dante. Erano da poco passate le 19 di lunedì quando decine di persone si sono trovate spettatrici involontarie di una scena che ha dell’incredibile.












