Il bilancio è decisamente confortante e peraltro in linea con quello relativo alla media dei municipi italiani. Al 30 giugno scorso, scadenza “storica” del Pnrr anche se non definitiva almeno per alcuni programmi di spesa, il Comune di Napoli ha realizzato il 90% dei progetti previsti il cui importo complessivo è di circa un miliardo. I principali cantieri, che imprimono una svolta nei rispettivi settori, riguardano le scuole, i trasporti e il digitale. In totale, informa Palazzo San Giacomo, su 100 cantieri in corso in città, 80 verranno chiusi nel 2026 e altri 10 saranno completati entro il 2029, potendo beneficiare, per la continuità dei lavori, delle risorse trasferite ad altri capitoli di spesa, come previsto anche dalla rimodulazione del 2023 del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

È lo stesso sindaco Gaetano Manfredi a fare il punto, intervenendo a Bari alla conferenza stampa organizzata con il primo cittadino pugliese Vito Leccese in una giornata storica per il Sud sul piano infrastrutturale, con l’avvio del collegamento diretto Frecciarossa tra Napoli e Lecce (ne riferiamo a parte). Il Comune è intervenuto con i fondi Pnrr in quattro delle sette missioni, e cioè quelle relative a Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; Rivoluzione verde e transizione ecologica; Istruzione e ricerca; Inclusione e coesione. LE OPERENutrito l’elenco delle opere più significative portate a termine o in via di ultimazione. La fornitura di autobus ad alimentazione elettrica per il trasporto pubblico locale (144 milioni); la riqualificazione e l’adeguamento dei depositi per gli autobus elettrici, sia per lo stazionamento che per la capacità di ricarica (circa 36 milioni); i lavori sulla linea tranviaria che collega Napoli Est al centro cittadino, il cosiddetto «tram del mare» (26 milioni per la realizzazione degli impianti di segnalamento della linea 4, 19 milioni e 500mila per la realizzazione della nuova linea tranviaria tra S. Giovanni e Piazza Sannazaro, 6 milioni e 600mila per il completamento del collegamento tranviario tra via della Stadera e il deposito di via delle Puglie, compresa la realizzazione di una nuova officina tranviaria, fornitura di nuovi tram da fonti di finanziamento miste: in totale, poco più di 16 milioni solo sul Pnrr).Il Pnrr ai titoli di coda: la spinta per l’economia con investimenti e crescitaCi sono poi i lavori sulla linea 1 della Metropolitana, con l’ampliamento del deposito di Piscinola (più di 74 milioni), la fornitura di nuovi elettrotreni da più fonti di finanziamento (solo Pnrr 33 milioni e 580 mila), due stazioni ancora da completare (Fondo di Sviluppo e Coesione); altri 3 nuovi elettrotreni per la Linea 6 (30 milioni). Infine, la scuola: spiccano gli interventi di demolizione e ricostruzione, tra cui quello dell’I.C. Massimo Troisi di Pianura (due edifici demoliti e uno ricostruito per le materne e la scuola primaria), nonché i progetti di riqualificazione funzionale e di adeguamento sismico di circa 30 scuole, di cui 10 asili nido: completamento previsto entro fine anno, anche se non tutti riusciranno a riaprire a settembre. E poi, i progetti su digitale, transizione tecnologica, innovazione: beneficio immediato nell’ampliamento e offerta di servizi, puntualizza il Comune. LO SCENARIOUno sforzo importante, sottolinea Manfredi, comune a quello di tutti i municipi italiani che, non a caso, sono diventati il fiore all’occhiello del Pnrr per capacità amministrativa e qualità di spesa. Per molti erano un’incognita, la prova dei fatti li ha esaltati a protagonisti assoluti. «Più del 90% progetti del Pnrr dei Comuni è completato o in fase di completamento – dice Manfredi nella qualità di presidente dell’Anci -. Nel 2017 la spesa dei Comuni dal punto di vista dei pagamenti era poco più 8 miliardi, nel 2025 hanno pagato più 22 miliardi. È un dato politico molto importante e i Comuni del Sud hanno avuto una performance in perfetta media nazionale in alcuni casi migliore della media nazionale». Non era scontato: eppure, insiste Manfredi, «tutti gli obiettivi che erano di responsabilità dei Comuni fino ad oggi sono stati sempre raggiunti». Ora però c’è da fare un altro salto di qualità, avverte il sindaco di Napoli, indicando tre priorità per il futuro. E cioè, «garantire con risorse nazionali il completamento delle opere del Pnrr non finite per ritardi dovuti a cause di forza maggiore; assicurare la copertura dei costi di gestione delle nuove opere, dagli asili alle nuove linee dei trasporti; e mantenere quella capacità amministrativa e organizzativa che ogni Comune ha dimostrato di sapere mettere in campo attraverso la semplificazione delle regole». È soprattutto la seconda delle richieste ad imporsi. Perché avere realizzato le opere finanziate dalle risorse del Piano e non poterle gestire perché non c’è abbastanza spesa corrente rischia di diventare un paradosso, peraltro già più volte sottolineato dall’Anci. Il rischio, avverte Manfredi, è di «tornare indietro, perdendo soprattutto nel Mezzogiorno il vantaggio costruito in questi anni. Se il Sud è cresciuto negli ultimi quattro anni più della media nazionale vuol dire che abbiamo avuto capacità amministrativa e di spesa, e questo grazie alle nuove regole e tutto questo non vogliamo perderlo».