di

Enea Conti

La sentenza del tribunale di Rimini dà ragione a una lavoratrice contro il supermercato: «L’azienda ha il dovere di adottare misure che tutelino i lavoratori che assistono famigliari disabili»

Per venti anni da quando era poco più che ventenne aveva lavorato nel solito supermercato coprendo il turno mattiniero nel reparto dell’ortofrutta: dalle 5 del mattino fino alle 11 e poi a casa, nel rispetto del contratto di lavoro che la lega all’azienda, un «part time» da 30 ore settimanali.

Orari da levataccia che però non l’avevano mai messa in difficoltà e che anzi finirono per avvantaggiarla dopo la nascita del figlio affetto da una grave e invalidante disabilità.