La giovane stella del Teatro Massimo di Palermo ricorda l'esperienza accanto alla star internazionale del balletto in 'Caravaggio', creazione firmata da Mauro Bigonzetti. "La danza è dolore, sacrificio, bellezza, soprattutto competizione. Gli applausi degli spettatori ti ripagano ogni sera del lavoro e della dedizione a Tersicore. Una sfida giornaliera soprattutto con se stessi"
"Folgorata dall'umiltà di Roberto Bolle, il mio idolo, il mio mito. Un maestro e un partner indimenticabile. Colpita dalla sua generosità, dalla sua dedizione al lavoro, dalla sua gentilezza. E' come se ci fossimo sempre conosciuti e frequentati". Martina Pasinotti, giovane stella del Teatro Massimo di Palermo, ricorda con queste parole all'Adnkronos l'esperienza accanto alla star internazionale del balletto, protagonista di 'Caravaggio', firmato dal regista e coreografo Mauro Bigonzetti, in cartellone al Massimo lo scorso giugno. Teatro dell'Opera di Roma, Teatro alla Scala, Opéra di Nizza, Theater Magdeburg, Arena di Verona e San Carlo di Napoli. Una carriera tutta in salita per Martina Pasinotti, 'romanissima', ma solo di nascita. "Roma è la mia famiglia, la mia prima casa, anche se l'ho lasciata quando ero molto giovane. Mi sento 'scaligera' nel cuore - ha confessato- Il rigore prima di tutto e il training quotidiano, fondamentale, essenziale per un danzatore. Un ente lirico mi da sicurezza, stabilità, anche se i contratti a tempo determinato a volte possono creare qualche problema. Io al momento, pur interpretando ruoli da solista, sono semplicemente 'tersicorea'".









