«Non capisco perché gli spazi pubblici debbano essere quasi sempre trascurati e malandati». Non si dà pace Michele Barile, residente in via Dante Alighieri 31. Ha raccolto le perplessità e le proteste dei residenti in alcune palazzine nel quartiere Patalini e se ne fa portavoce.
«L'area verde - sottolinea - è stata realizzata alcuni decenni fa a scomputo degli oneri di urbanizzazione che il costruttore avrebbe dovuto pagare al Comune e con l'impegno da parte del Comune stesso di tenere aperta aperto e fruibile quella superficie verde e alberata fra le abitazioni. Veramente definirle 'verde' adesso è diventato un vero e proprio esercizio di fantasia. Il giardino che fu è ormai un lontano ricordo, come pure gli addetti della Barletta servizi ambientali per la cura e la manutenzione di piante e giochi per i bimbi».
«Eppure - continua Barile - ricordo benissimo quando alcuni anni fa il sindaco Cosimo Cannito, all'epoca al suo primo mandato, e Michele Cianci, allora amministratore unico della Barletta servizi ambientali, inaugurarono il giardino tra le manifestazioni di soddisfazione dei cittadini e la promessa che quella sarebbe stata una vera e propria oasi verde a disposizione di tutti. E invece...».













