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Una collaborazione tra gli archivi cinematografici nazionali di Italia, Spagna, Francia e Monaco proverà a ricostruire il film su Don Chisciotte a cui Orson Welles, il regista di Quarto potere e tra i più importanti della storia del cinema, dedicò oltre trent’anni di lavoro e moltissimi soldi, senza però riuscire a portarlo a termine. Per Welles questo film fu un tormento professionale molto doloroso cominciato nel 1957, con la ripresa delle prime scene in Messico, e proseguito a fasi alterne fino al 1985, l’anno della sua morte.
Negli ultimi settant’anni il Don Chisciotte di Welles ha acquisito una fama leggendaria tra gli appassionati di cinema: è diventato l’archetipo di quei film a cui i registi sono così visceralmente legati da essere disposti a tutto pur di portarli a termine, persino a indebitarsi ricorrendo a spericolati autofinanziamenti, come è accaduto di recente a Francis Ford Coppola con Megalopolis.
I produttori non lo consideravano un progetto profittevole e Welles dovette pagarselo in larghissima parte ricorrendo a risorse proprie, potendo contare solo su un piccolo contributo del suo amico Frank Sinatra. Era quindi costretto a interrompere le riprese ogni volta che i soldi finivano.










