Il progetto di quattro istituzioni europee per assemblare il materiale superstite del film-ossessione del regista
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Orson Welles (nella foto) iniziò a girare il suo Il Don Chisciotte nel 1957, con la ripresa delle prime scene in Messico. Quando morì, nel 1985, aveva ancora in mente di finirlo. Un'ossessione lunga una vita per uno dei più grandi capolavori della letteratura mondiale che ha ossessionato e quasi fatto impazzire tanti registi tra cui il mitico Terry Gilliam. Non è la maledizione di Miguel de Cervantes ma poco ci manca.Ora quattro istituzioni europee il Centro Sperimentale di Cinematografia, la Filmoteca Española, la Cinémathèque française e il Filmmuseum di Monaco di Baviera promuovono un progetto congiunto per far rinascere Il Don Chisciotte di Welles partendo dai materiali originali oggi conservati tra Spagna, Francia, Italia e Germania. L'iniziativa ha ricevuto il consenso di Oja Kodar, collaboratrice e compagna del regista negli ultimi anni, e la ricostruzione sarà affidata allo storico e regista Esteve Riambau, autore di diversi studi su Welles e ex direttore della Filmoteca de Catalunya, e partirà dallo studio della sceneggiatura originale del cineasta di sole duemila pagine.







