«La minorenne credo che ti vuole chiav… Mi chiede cosa pensa di me Alessandro?». È esplicito il messaggio che l’addetto alle pubbliche relazione della “Ma.De. Milano”, Alessio Salamone, invia il 9 luglio del 2020, al calciatore Alessandro Bastoni. La chat agli atti dell’inchiesta della procura di Milano sul presunto giro di prostituzione smascherato dall’organizzazione di eventi esclusivi è costata al difensore dell’Inter, oggi 27enne, un avviso di garanzia con l’ipotesi di prostituzione minorile.
Lo scambio di messaggi avviene dopo la partita di campionato che l’Inter (Bastoni non scende in campo, ndr) pareggia a Verona contro l’Hellas. Il calciatore vuole organizzare una cena per la sera successiva nella palazzina-ufficio-dormitorio della “Ma.De Milano” a Cinisello Balsamo. Viene ordinato del sushi e oltre a Bastoni ci sono due suoi amici, i titolari della società e tre ragazze. Tra loro anche la minorenne. Il calciatore non vuole spendere tanto. «Amico, ma potrà costare un sushi 100 euro? – gli scrive Salamone –. Poi siamo in 8 (…) se vuoi te lo faccio ordinare a te così decidi te, secondo me verrà sui 2/300 euro minimo». Replica il calciatore: «Ma le tipe non mangiano una sega…».











