La Ma.De. che organizzava cene e party con escort e palloncini di gas esilarante. L'amico che lo prende in giro per il prezzo della serata. E la risposta del giocatore

La chat risale al 9 luglio 2020, quasi sei anni fa. Alessio Salamone scrive ad Alessandro Bastoni: «La minorenne credo che ti vuole chiavare». Quel giorno è in programma una cena con altre persone, poi la serata termina a casa del giocatore. E quando l’amico gli chiede com’è andata lui risponde: «Tutto ok leone». Su una serie di messaggi e una testimonianza si basa l’accusa nei confronti del difensore dell’Inter e della Nazionale: prostituzione minorile. Ovvero, secondo l’articolo 600 bis del Codice Penale: «Chiunque compie atti sessuali con un minore di età compresa tra i quattordici e i diciotto anni, in cambio di un corrispettivo in denaro o altra utilità, anche solo promessi, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro 1.500 a euro 6.000».

Bastoni sarà in procura a Milano venerdì 3 luglio insieme all’avvocato Salvatore Scuto. Sarà interrogato dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini e dalla pm Rosaria Stagnaro, titolari, con la Gdf, dell’inchiesta sulle escort nel calcio. E che si basa sulla Ma.De., agenzia che organizzava cene e party nei locali più esclusivi per i suoi ricchi clienti. Un programma che comprendeva escort e palloncini di gas esilarante per sballarsi. La pm vuole sentire anche Daniel Maldini, Riccardo Calafiori e Kevin Bonifazi come testimoni. Ma l’accusa più grave è quella di cui deve rispondere Bastoni in concorso con Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, i titolari dell’agenzia (da aprile ai domiciliari), e con lo stesso Salomone.