Presentazione del Report sulla legalità e la malavita organizzata in Basilicata; il presidente Gay conferma il rischio delle infiltrazioni dalle regioni vicine: le mafie sono attratte dall’economia lucana in crescita in certi settori come agricoltura, edilizia e turismo
L’attività svolta nel corso del 2025 e nel primo semestre del 2026, insieme all’analisi dei principali fenomeni rilevati sul territorio regionale in materia di legalità e contrasto alla criminalità organizzata, al centro della conferenza stampa convocata ieri mattina dal presidente dell’Osservatorio regionale sulla legalità e sulla criminalità organizzata di stampo mafioso, Luigi Gay. All’incontro erano presenti, tra gli altri, il presidente della Prima Commissione consiliare, Francesco Fanelli, il direttore generale della Presidenza della Giunta e Programmazione strategica, Donato Del Corso, il direttore generale del Consiglio regionale, Gerardo Travaglio, ed Emanuele Desina della Presidenza del Consiglio regionale.
L’OSSERVATORIO: UNO STRUMENTO PIENAMENTE OPERATIVO
“L’Osservatorio – ha affermato il vice presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Angelo Chiorazzo aprendo i lavori – è tornato a essere uno strumento pienamente operativo grazie a un percorso condiviso dal Consiglio regionale della Basilicata, restituendo centralità a un organismo che la Basilicata ha avuto il merito di istituire tra le prime regioni italiane. In questo primo anno di attività ha svolto un importante lavoro di approfondimento e ascolto, coinvolgendo magistratura, forze dell’ordine, istituzioni, parti sociali ed esperti come il professor e ricercatore del CNR, Ferrarese, per offrire alla politica strumenti di conoscenza utili ad affrontare i principali fenomeni che interessano il nostro territorio.









