Pubblicato il: 26/06/2026 – 19:03
di Fabio Benincasa
COSENZA La sottovalutazione del fenomeno mafioso è uno dei fattori che indicono di più nella capacità della criminalità organizzata di infiltrarsi in territori che fino a qualche anno erano sicuri di aver sviluppato i necessari anticorpi resistenti al virus mafioso. I più grandi procedimenti hanno smentito, nei fatti, una convinzione frutto di una sottostima della straordinaria capacità sviluppata dai clan. Ne è convinta Claudia Eccher, avvocato cassazionista e componente laica del Consiglio superiore della magistratura, intervenuta duramente in relazione alla delibera del Csm, che lo scorso 11 giugno ha individuato le Procure distrettuali operanti in aree caratterizzate da alta densità di criminalità organizzata di tipo mafioso (Bari, Caltanissetta, Catania, Catanzaro, Lecce, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma e Salerno), non tenendo conto – questo l’oggetto della contestazione mossa da Eccher – della geografia delle mafie drasticamente mutata. D’altro canto, sottolinea al Corriere della Calabria, la presenza delle organizzazioni mafiose ha assunto forme sempre più articolate e diffuse.
La mafie al Nord e il coraggio dei procuratori











