Vespa nasce grazie alle esperienze di costruzioni aeronautiche Piaggio, ma la produzione si avvia per il determinante aiuto di Alfa Romeo. Due curiosità che gettano le basi, nel 1946 di quello che diventerà lo scooter più famoso al mondo e al tempo stesso un’icona senza tempo, entrando nei musei d'arte moderna dal MoMA di New York al Museo del Design Italiano della Triennale Milano, apparendo anche da co-protagonista in tantissimi film.
u tutti Vacanze Romane con Audrey Hepburn e Gregory Peck. Confermandosi oggetto di culto per collezionisti e appassionati. Dopo aver modificato il concetto stesso di un tipo di mobilità in tutto il mondo.
Vespa, definita nel brevetto n. 25.546 depositato a Firenze il 23 aprile 1946: «Motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica», è già pronta da febbraio ma alla Piaggio mancano le presse adeguate allo stampaggio dell’innovativa scocca e occorre affidarsi a ditte esterne. Un minimo lotto di 20 unità, detto «Serie Zero», è realizzato da maestri battilastra ma, tardando gli accordi per le presse, arriva a 60.
Il 24 marzo Vespa esordisce alla Mostra della Meccanica e della Metallurgia di Torino, dove si può anche provare su strada. Pochi giorni dopo, il 29, debutta a Roma al Golf dell’Acquasanta. In aprile è definito l’accordo per stampare le scocche presso Alfa Romeo, iniziando la produzione di serie. Ma le materie prima scarseggiano e invece dei 5000 esemplari previsti se ne realizzano solo 2484.














