Parate tra i monumenti storici, concorsi d’eleganza, vespisti da tutto il mondo e un murales festeggiano l’anniversario del mito intramontabile su 2 ruote
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Tutte le Vespa portano a Roma. Non poteva esserci miglior claim sui manifesti che tappezzano la capitale per raccontare la carica di 25mila o anche piú Vespa, che sfilano non per un raduno qualsiasi ma per entrare nella storia. Quella dei suoi primi 80 anni, tanti quanti la Repubblica Italiana, celebrati come una ddiva senza tempo in una quattro giorni che si concluderà domenica. Un lungo viaggio iniziato il 23 aprile 1946 quando il progettista Corradino d’Ascanio che di solito disegnava elicotteri, mostró il prototipo di questa due ruote all’industriale Enrico Piaggio che aveva avuto l’idea di produrre un veicolo per assicurare la mobilità di massa dopo la guerra, per andare a lavorare e per le gite fuori porta: vedendola dall’alto con la carrozzeria stretta al centro e le forme bombate e ascoltando il ronzio del suo motore da 98cc, esclamò: <Ma sembra una vespa>. Quella parola divenne il suo nome distintivo, facile da ricordare, immediato, scanzonato. Un nome vincente per uno scooter con il motore a due tempi, la scocca in lamiera, il cambio al manubrio, che conquistó subito l’Italia, in vendita nella versione base a 55 mila lire, cinque stipendi mensili di un operaio. E da allora la Vespa non ha mai smesso di ronzare sulle strade del mondo. E lo fa, nonostante il termometro in impennata, qui a Roma al village del Foro italico, dove, guardate a vista dalle 60 statue giganti dello Stadio dei Marmi, ci sono parcheggiate Vespa da giro del mondo, quella decorata con le effige dei campioni del mondo di calcio Germania 2006, quella in diretta dalla Turchia, quelle pronte a sfidare le ”sardomobili” sul pavè del cuore antico di Roma per la parata che ne ha celebrato ancora una volta il mito.Un colpo d’occhio impressionante: due ruote in arrivo da 50 Paesi del mondo. La più lontana dal Kuwait, spedita in una cassa come un’opera d’arte. Vespa 98, Vespa 125, Vespa 125 U, Vespa 150 GS, Vespa 160 GS, con sidecar, la ruota di ricambio, con il carrello di rimorchio, a faro basso e a faro alto, vintage e ipertecnologiche, le stesse che hanno accompagnato per otto decenni gli italiani sulle strade di tutti i giorni, nelle prime escursioni fuori porta, nella voglia di evasione e di mobilità.Una colonna interminabile di Vespa in technicolor, partite a gruppi di 1000 dopo 1000, che sfiorano i monumenti celebri di Roma, scivolano davanti al Campidoglio, si insinuano lungo i fori imperiali, costeggiano il Colosseo in un carosello visivo e sonoro che lascia il segno.











