Il caldo record ha anticipato la proliferazione di macrofite acquatiche che infestano i fondali del basso Sebino, tra Iseo, Paratico e Sarnico (Brescia): in modo particolare le alghe hanno invaso l'area antistante l'abitato di Clusane . Decine di ettari di lago sono coperti dalla mucillagine, formando delle praterie sopra il pelo dell’acqua: un paesaggio non certo idilliaco per turisti che hanno scelto il lago d'Iseo per trascorrere le vacanze, e sicuramente un danno economico e di immagine enorme per i titolari dei campeggi e delle strutture ricettive.

Anche quest’anno a fronteggiare l’emergenza è l'Autorità di Bacino, attraverso il braccio operativo Mpl– Manutenzione e Promozione Laghi: da un mese sono all'opera 2 battelli spazzini, diversi operai e una macchina Truxor, attrezzature prive di rischio per i pesci.

«Stiamo procedendo alla raccolta delle macrofite – spiega Marco Terzi, l'amministratore unico della Mpl – che rispetto agli anni scorsi sono in anticipo rispetto al mese di luglio in cui solitamente crescono. In 20 giorni abbiamo raccolto qualcosa come 400 tonnellate di alghe: per dare un'idea della vastità del problema, basti pensare che in tutto il 2025 ne avevamo recuperate 600». Colpa del caldo e dell'abbassamento progressivo del livello del lago. Solitamente viene raccolta la Vallisneria Spiralis, macrofita tipica dei laghi italiani: ma a questa si è aggiunta la quest'anno la Lagarosiphon Major, un'alga sommersa aliena – proveniente dal Sudafrica - che a banchi enormi sta crescendo sui fondali.