Tenuta storica, si deve alla visione di famiglia Pecci, la quale, sulla collina che guarda il fiume Orcia, con la vista all’Amiata, fa costruire Villa Bellaria, e cantine, su ispirazione dell’architetto rinascimentale Baldassarre Peruzzi, alla fine del XVI° secolo. Successivamente raggiungerà fama vinicola imperitura già alla metà dell’800, sotto la ‘reggenza’ di Ersilia Caetani Lovatelli, una delle prime donne del vino italiane, poi, negli anni ’90 del 1900, della contessa Noemi Marone Cinzano, la quale insieme a Giacomo Tachis, con la creazione del Solengo, apre una nuova, florida, stagione per il movimento del vino italiano. Argiano, tra i ‘magnifici dodici’ soci fondatori del Consorzio Brunello, nonostante i 500 anni di storia, negli ultimi tre lustri è stata capace di rimettersi in gioco e rinnovarsi, rilanciando una sorta di ‘Nuovo Rinascimento’ della produzione ilcinese.
Argiano e il nuovo Rinascimento del Brunello: storia, sostenibilità e visione internazionale
Dalla villa rinascimentale costruita alla fine del Cinquecento fino alla rivoluzione avviata nel 2013, Argiano continua a scrivere una delle pagine più importan








