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L’azienda di Alessia e Patrizio Messina si trova a pochi chilometri da Capalbio, in una natura selvaggia e indomabile nella quale i due, con l’aiuto dell’enologo svizzero Alain Bramaz, producono un bianco a base Chardonnay dallo spiccato stile francese e un rosso non ancora uscito sul mercato che è un super-blend di sette vitigni differenti
Nel tratto più meridionale della Toscana, dentro i confini della Maremma DOC e a pochi chilometri da Capalbio, la tenuta Maria Vinci si muove su un crinale che è insieme geografico e progettuale: da un lato la dimensione agricola classica, dall’altro una costruzione recente, ragionata, che prova a mettere ordine in un paesaggio rimasto a lungo ai margini.
Il punto di partenza è un altopiano a circa venti chilometri dal mare. Cinquantatré ettari che alternano boschi, uliveti e un lago stagionale, più vicino a una zona umida che a un elemento ornamentale. D’inverno si gonfia, d’estate si ritira, lasciando spazio a canneti e fauna selvatica. Un contesto che non ha bisogno di essere raccontato come “incontaminato”: è semplicemente rimasto com’era, con tutto ciò che comporta in termini di gestione.






