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La vecchia annata del blend di Pinot Bianco, Chardonnay e Sauvignon Blanc della cantina altoatesina, prodotto solo nelle annate eccezionale, ha ricevuto 100 centesimi da Robert Parker di Wine Advocate, primo vino bianco secco italiano a riuscirci. E a marzo esce l’annata 2013, un Pinot Bianco in purezza da una parcella storica di Vorberg, prodotto in appena 3300 bottiglie
Il tempo, nel vino, è spesso evocato come una virtù astratta. A Terlano è una pratica concreta. I 100 punti assegnati da Robert Parker – Wine Advocate al Rarity 1991 non arrivano come un colpo di scena, ma come la conseguenza logica di una filosofia che da decenni rifiuta scorciatoie. È il primo vino bianco secco italiano a raggiungere questo punteggio e il riconoscimento, firmato a dicembre dalla critica Monica Larner, ha il valore di una certificazione internazionale: l’attesa, se condotta con metodo, può diventare stile.
I Rarity di Cantina Terlano nascono solo in annate considerate davvero eccezionali, da selezioni rigorose nei vigneti storici della cooperativa. Dal 1979 a oggi le edizioni presentate sono 28, riferite a 25 vendemmie, sempre in quantità limitatissime. Non una linea di prodotto, ma una dichiarazione di intenti: imbottigliare solo quando il vino ha raggiunto un equilibrio che non può essere forzato. Alla base c’è il cosiddetto “metodo Stocker”, messo a punto negli anni Cinquanta da Sebastian Stocker, storico Kellermeister della cantina. Vinificazione tradizionale, affinamento in grandi botti di rovere e poi una lunga sosta sui lieviti fini in piccoli serbatoi d’acciaio, per almeno dieci anni. Il tempo non è una variabile accessoria, ma la materia prima principale.






