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La cantina della Valpolicella nata nel 1993 dall’ostinazione di un imprenditore della moda convertito alla viticoltura dimostra che dall’amore per il territorio possono nascere anche ottimi vini “senza storia”. La conduzione è dal 2019 integralmente biologica e lo stile quello di vini da tutti i giorni ma mai banali. L’Amarone naturalmente resta il centro del progetto ma sono notevoli anche il Valpolicella Classico (I’m) perfetto e il Trebbiano di Lugana Gabriella
Certe storie iniziano per caso. Altre per ostinazione. Quella della cantina Buglioni comincia con uno sguardo quotidiano: Alfredo Buglioni, imprenditore nel mondo della moda, passa ogni giorno davanti a un vecchio casale nella Valpolicella. Un sogno con le persiane chiuse. Finché nel 1993 decide di acquistarlo. Con lui c’è il figlio Mariano, e l’idea – un po’ folle, un po’ romantica – di abbandonare il fashion per fare vino. Il terreno attorno alla casa conta 3,5 ettari di vigneto con varietà locali: Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara. Nessuna esperienza, ma molto entusiasmo. Chiamano amici e collaboratori per vendemmiare in cambio di lezioni sul campo. Nel 2000 nasce la cantina vera e propria, scavata sotto il rustico.






