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E’ un punto di vista decisamente insolito quello scelto dalla sommelier, influencer e content creator Giulia Latini per il suo primo libro, “Degustazione sentimentale”. Un’antologia di bevute disfunzionali, una carta dei vini emotiva che non rinuncia all’aspetto tecnico dell’assaggio, ma lo colloca all’interno di un atlante amoroso decisamente ironico e con un linguaggio finalmente accessibile
C’è chi sceglie un vino per l’etichetta, chi per il prezzo, chi perché “lo bevono tutti”. Poi c’è chi, davanti allo scaffale, si ferma un attimo e si chiede cosa ha davvero voglia di bere. È da questa domanda che parte “Degustazione sentimentale. Storie di bottiglie giuste nel momento sbagliato”, il primo libro di Giulia Latini, in uscita il 26 febbraio per Sperling & Kupfer (256 pagine, 19,90 euro).
Latini, sommelier e content creator con una community che sfiora il milione di follower tra Instagram (bionditudo) e TikTok (iambiondi), prende il lessico del vino e lo sposta sul terreno delle relazioni. Il risultato è una sorta di carta dei vini emotiva, in cui gli uomini incontrati diventano bottiglie da stappare, assaggiare, a volte rimpiangere. L’analogia funziona perché è semplice e immediata: ci sono amori che salgono alla testa come un calice a stomaco vuoto, altri che promettono molto dall’etichetta ma al palato restano piatti, altri ancora che non ordineresti una seconda volta.






