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Una maison, relativamente giovane – è nata nel 1981 – ma che è stata tra le prime a utilizzare un assemblaggio continuo tra i vini di annata e quelli più vecchi, ciò che dà continuità e profondità al progetto. Un concetto che si esprime in due cuvée: la Première Cuvée Extra-Brut, (36 mesi di affinamento sui lieviti e 6 di riposo in bottiglia), e la Cuvée 72 (36 mesi sui lieviti e altri 36 in bottiglia)
Nata nel 1981, Bruno Paillard è tra le più maison più giovani della Champagne. Eppure vanta una delle “riserve perpetue” più antiche della regione, visto che fu nel 1985, dopo la terribile vendemmia del 1984 che costrinse l’azienda a dare via il vino in botte senza imbottigliarlo, che Bruno Paillard pensò di mettere da parte ogni anno una consistente quantità di vino per utilizzarlo come vino da riserva da utilizzare nelle annate infelici. La sua intuizione fu però quella di non utilizzare il sistema classico consistente nel conservare le riserve separatamente ma di creare un assemblaggio continuo. Ogni anno il vino dell’annata viene “sposato”, nella misura più o meno di due terzi, a quello di riserva, che a sua volta è composto per due terzi da quello dell’annata precedente e per un terzo da quelli più antichi, conservati in botti di quercia e acciaio, e così via. Questo consente, millesimo dopo millesimo, di avere una riserva sempre più profonda che garantisce l’evoluzione progressiva dei vini.






