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Si trova in Franciacorta, ha una storia travagliata in cui si intrecciano spiritualità ed enologia, e oggi è curata dalla cantina Bellavista di Vittorio Moretti. Ma non produce vini spumante, ma un grandissimo bianco a base Chardonnay con naso inebriante e tropicale, e un rosso a base Merlot dedicato a Gianni Brera, grande amico di Moretti, e ispirato alle sue predilezioni

In Franciacorta c’è un convento magico, quello della Santissima Annunciata. Un luogo in cui la spiritualità ti avvolge ma che ha anche una bellissima storia enologica che si intreccia con quella religiosa.

Incominciamo dalle origini. E’ il 1449 quando ai frati dell’ordine fiorentino dei Servi di Maria viene concesso di costruire un convento dedicato alla Santissima Annunciata alle pendici del Monte Orfano, a 260 metri sul livello del mare. Una struttura notevole, con un pregevole doppio chiostro, che verrà arricchita successivamente dall’affresco dell’Annunciazione dipinto dal pittore Girolamo Romanino. Il luogo diventa presto mèta di pellegrinaggio, anche Carlo Borromeo si spinge fin qui nel 1850. Fin dall’inizio i frati si dedicano anche alla coltivazione della vite, attività che si intensifica a partire dal Seicento.