Era il 1449 quando, ai Frati dell’Ordine dei Servi di Maria, fondato nel Duecento a Firenze, viene concesso il permesso di costruire una chiesa, con annesso convento, sul Monte Orfano, estremo confine della Franciacorta. Così, nel 1452 undici frati, di cui due originari della zona, Giuseppe Barisello e Giacomo Inverardi, lasciarono Firenze e arrivarono a Rovato, in provincia di Brescia, per l’inizio dei lavori di costruzione della chiesa e del convento della Santissima Annunciata che si conclusero nel 1503. Il convento e la chiesa divennero fin da subito un punto di riferimento importante per la comunità che celebrava qui tutte le ricorrenze mariane tanto che, intorno al 1540, fu commissionato a un grande artista bresciano, Girolamo Romanino, uno dei massimi esponenti del realismo lombardo, il grande affresco dell’Annunciazione che si può ammirare ancora oggi nel catino dell’abside.

I frati, fin dal loro insediamento, dedicarono una piccola parte del terreno scosceso sotto il convento alla coltivazione della vite su terrazzamenti antichi che risalivano all’anno 1000. Infatti, già da quel periodo veniva prodotto qui il Vino Passito del Monte Orfano, molto apprezzato e presente su tutte le tavole nei momenti di festa. Oggi la tradizione del vino passito sopravvive nella zona con il pronipote il Sebino Igt passito, che sprigiona profumi che ricordano la frutta matura, l’albicocca disidratata, il miele e i fiori e che ben si abbina ai formaggi stagionati tipici del territorio, ai dolci o, nelle annate più vecchie, è perfetto come vino da meditazione.